Recensione di “ Il Trono di spade” di George R.R. Martin

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Il Trono di spade è ormai diventato un cult. Dopo la sua trasposizione televisiva in telefilm è diventato per molti una saga conosciuta e tutto il mondo si è unito nella lettura di questi  cinque romanzi ( in cui non si è ancora vista la fine della storia). Anche se nella versione italiana sono stati divisi in due o tre o tre parti, ma che ci volete fare, alla Mondadori piacciono i soldi.

Trama del primo volume:

In una terra fuori dal mondo, dove le estati e gli inverni possono durare intere generazioni, sta per esplodere un immane conflitto. Sul Trono di Spade, nel Sud caldo e opulento, siede Robert Baratheon. L’ha conquistato dopo una guerra sanguinosa, togliendolo all’ultimo, folle re della dinastia Targaryen, i signori dei draghi. Ma il suo potere è ora minacciato: all’estremo Nord, la Barriera – una muraglia eretta per difendere il regno da animali primordiali e, soprattutto, dagli Estranei -sembra vacillare. Si dice che gli Estranei siano scomparsi da secoli. Ma se è vero, chi sono allora quegli esseri con gli occhi così innaturalmente azzurri e gelidi, nascosti tra le ombre delle foreste, che rubano la vita, o il senno, a chi ha la mala sorte di incontrarli? La fine della lunga estate è vicina, l’inverno sta arrivando e non durerà poco: solo un nuovo prodigio potrà squarciare le tenebre.

Punti positivi:

  • L’empatia:

George R.R. Martin è un genio. E’ un genio dell’empatia. Qualunque sia il personaggio che deve descrivere, che sia una dama viziata, un re temerario, un ragazzo stupido … riesce a portarli sulle pagine con la stessa realisticità e a farti sentire nei panni di ognuno di loro. Lo fa rendendo fruibili, quando lo ritiene opportuno, pensieri, sensazioni e motivazioni che portano il personaggio ad agire in quel modo. Riuscendo anche nell’impresa di rendere i personaggi che fino a poche pagine prima odiavi, simpatici, solo avendo descritto per un paragrafo il loro modo di pensare.

joffreyE poi niente, ci sono quei personaggi che non potrai mai smettere di odiare.

Tra l’altro, lo fa raccontando moltissimo. Ho riletto alcuni passaggi dei romanzi per fare la recensione ed ogni volta mi sono trovata di fronte a lunghi “muri di parole”, che spiegavano la situazione raccontando. Naturalmente, come è giusto che sia, è presente anche il mostrato.

  • L’emozione e l’imprevedibilità:

Il trono di spade è famoso anche per la crudeltà del suo autore. George R.R. Martin non si fa scrupoli ad uccidere i suoi personaggi, chiunque essi siano. E’ un personaggio amato dai suoi lettori? Muore. E’ uno dei protagonisti? Muore. L’hai visto una volta e nemmeno ti ricordi bene chi sia? Muore.

Questo genera nel lettore una paura molto concreta: tutte le volte che i personaggi che ama sono in pericolo o stanno combattendo c’è la possibilità, reale, che muoiano. Non si sa mai se se la caveranno o meno, perché tutto è possibile nel mondo del “Trono di spade”.

edd8e97275a80c0a88da62087ef427c6Uno dei finali che Martin potrebbe dare alla saga.

 La storia inoltre è particolarmente avvincente. Il lettore si trova di fronte a fatti ingiusti, tradimenti… che lo porteranno presto a sentirsi coinvolto negli eventi e a provare rabbia, tristezza…etc.

 L’intensità delle emozioni provocate dalla lettura di questi romanzi, non è assolutamente banale. Spesso, in contemporanea con l’uscita delle puntate del telefilm, dopo un fatto particolarmente scabroso o la morte di qualche personaggio, internet “esplodeva”.

Su qualunque bacheca di Facebook o sito, le persone si ritrovavano a parlare a discutere dei fatti accaduti. Io stessa quando, leggendo i libri (non ho guardato molto il telefilm), ero arrivata a determinati punti, sono rimasta scossa per giorni, continuando a ripensare a quei fatti e provando un risentimento sincero per chi li aveva causati. Tutto ciò è assolutamente, nella mia opinione, incredibile. E’ incredibile che un autore sia in grado di risvegliare questo tipo di emozioni sono inventando una storia.

game_of_thrones_wallpaper_the_north_remembers_wallpaperSe sapete a cosa si riferisce questa immagine, potete ben comprendere a cosa mi riferisco quando parlo di dolore e rabbia.  

Punti negativi:

  • Si, bello. Però su … andiamo avanti:

Quando ho iniziato a leggere il primo libro del “Trono di spade”, non capivo davvero cosa ci trovasse la gente di tanto bello in questa saga. Me l’avevano consigliato in tanti e per questo motivo, dopo che mio fratello aveva cominciato a comprare i volumi, glieli avevo rubati per poterli leggere.

Martin scrive con uno stile molto prolisso e il primo volume era per me particolarmente pesante la leggere. Sono arrivata alla fine più per un atto di fede che altro, quando poi… è arrivato il colpo di scena. E’ stato come il ricevere una scossa. Dopo di quello, ho divorato tutti i volumi esistenti, continuando a passare da un libro a un altro. Per mesi non ho letto altro che “Il trono di spade.

Per quanto però la storia sia avvincente e, come avrete capito, abbia adorato questa saga, non posso nascondere in alcuni punti di essermi annoiata e di sia stato difficile all’inizio,  continuare la lettura.

Per leggere questi libri bisogna armarsi di pazienza, anche perché Martin è molto lento a scrivere. Ho finito di leggere il suo ultimo libro quasi due anni fa e non c’è nemmeno l’ombra del prossimo.

gerogerrmartingoodbooksCome la pensa Martin su questa faccenda. (Traduzione: A dieci anni da adesso, a nessuno importerà quanto velocemente i libri sono usciti. L’unica cosa che importerà, l’unica cosa che tutti si ricorderanno, sarà quanto sono belli. Questo è quello di cui mi importa, ed è quello che di cui mi importerà sempre”)

  • Le scene di sesso (Punto a sé):

Personalmente trovo che le scene di sesso del “Trono di spade”, siano ben fatte. Si vede che sono state scritte da un uomo adulto che le tratta esattamente come una qualunque altro punto del suo romanzo. Sono scene ben integrate nella storia e benché non abbiano una loro funzione, almeno non sempre, la rendono realistica. Esattamente come nella vita è presente il sesso, il sesso è presente nei romanzi di Martin.

Sfortunatamente il buon esempio di Martin non è stato colto da chi ha deciso di finanziare il telefilm, che tanto per andare sul sicuro, lo ha farcito per bene di scene di sesso  abbastanza esplicite (che nel libro non c’erano), al fine di attirare più spettatori possibili.

Sono così inutili, che alcune volte non vedono come protagonisti nemmeno i personaggi importanti per la storia e sono lanciate all’interno della sceneggiatura con una modalità talmente casuale, che potrebbero comparire in un qualunque punto della trama e nessuno si accorgerebbe della differenza.

Sex-on-game-of-thrones-640x620Come sono ripartite le scene del telefilm del trono di spade.

Inutile nascondere che anche per questo motivo questa saga è diventata famosa. Nei libri del “Trono di spade” sono presenti scene molto esplicite, ma che non sono paragonabili a quelle presenti nella sua rappresentazione televisiva, che a volte è anche imprecisa (scusate, sono una di quelle persone che vuole le cose uguali al libro).

Questo aspetto dei libri mi porta comunque a consigliarli solo ad un pubblico adulto. Non farei leggere “Il trondo di spade” ad un ragazzino, per quanto abbia apprezzato ogni volume di questa saga.

 

Il mio voto finale è un 8 e mezzo. Ho pensato molto a che voto dare, ma alla fine ho deciso di dargli mezzo punto in più rispetto ad altre saghe come “Artemis Fowl” o “Hunger games”. Secondo me se lo merita.

P.S. Ieri sono successe due cose belle. La prima è che Leo finalmente ha vinto il suo primo e meritato oscar dopo la sua interpretazione in “Revenant”. Gran bel film.

La seconda è che sono un paio di mesi che ho più di mille visite sul blog al mese. So di blog che ne fanno anche mille al giorno, ma per me questo è già un grande risultato.

Tutti a festeggiare con Leo!

Ilchifu

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5 pensieri su “Recensione di “ Il Trono di spade” di George R.R. Martin

  1. mah, io ho letto… boh, i primi 2 o 3, secondo la “scansione italiana”, e anche se non mi sono dispiaciuti, dopo un po’ ho smesso perché… beh, intanto perché le vicende sono molto complesse ed intricate, e sempre più spesso mi ritrovavo a pensare “ma perché non mi leggo un tomo universitario sulla Guerra dei 30 anni, invece di questo, tanto per un po’ di easy reading?”, e l’altro, più importante, è che era talmente imprevedibile da essere… prevedibile 🙂 C’è un personaggio che comincia a vincere, a combinare qualcosa di positivo? Ecco, sai perfettamente che a breve o muore o se proprio gli va bene una disgrazia immane. I punti positivi sono verissimi, ma dopo un po’ ho iniziato ad annoiarmi 🙂

    1. Mi stupisce che tu mi dica che per te sono libri prevedibili. Io di solito riesco a prevedere molto delle trame, ma in questa saga non sono mai riuscita a capire quello che sarebbe successo e tutte le volte ci sono rimasta male male. Ripensandoci quello che dici è vero. Molto spesso sono i personaggi positivi a morire, anche se, non sempre. Scusami ma non posso entrare nel dettaglio. Fare uno spoiler sul “Trono di spade” equivale a essere uccisi nella pubblica piazza. Bisogna stare attenti XD

      Per quanto riguarda la noia … è proprio il punto negativo. Anche se è molto soggettivo, nel senso che quando avevo letto i libri insieme a mio fratello e gli ho detto che io avrei tolto tutte le parti della Barriera, perché secondo me erano le più noiose, ho scoperto che erano le sue preferite e che lui invece avrebbe tolto quelle sugli intrighi, che per me erano le più interessanti.

      Ho anche amici a cui questa saga non è piaciuta per niente, ma io vado a nozze con libri del genere. Ha tutto quello che io vorrei: psicologia dei personaggi curata, intrighi, colpi di scena che non riesco a prevedere, personaggi interessanti e realistici … ma naturalmente questa è solo la mia opinione. Io lo consiglio, poi non posso prevedere a chi piacerà 🙂

  2. a dire il vero voglio riprovare a leggermelo in inglese, ho da tempo una copia (pirata) su Calibre che aspetta, quindi non è che mi è dispiaciuto così tanto.
    Io non intendevo i personaggi “positivi”, ma quelli a cui sta succedendo _qualcosa_ di positivo, mai che qualcuno riesca a consolidare la sua posizione, se sali è matematicamente certo che a breve arriverà la caduta che ti riporterà più in basso di dove sei partito (se sopravvivi!). Non è proprio la trama, è ad un livello ancora più basso. Poi certo, il modo in cui ci arriva e la psicologia dei personaggi sono più che ottimi (l’ambientazione è un po’ di cartapesta, ma amen)

    1. L’ambientazione è molto cliché devo dire, è esattamente come te la aspetteresti. Mi è piaciuto però come si fonde bene con i personaggi, come ogni persona proveniente da luoghi diversi abbia anche una mentalità diversa.

      Credo che per capire quali sono i personaggi a cui stava andando tutto bene e poi sono morti, dovrei farmi dire da te i nomi, perché ci ho pensato, ma non mi viene in mente nessuno, a parte forse uno. La prima morte che c’è comunque, è stata quella che mi ha colpito di più, perché per i presupposti che c’erano pensavo che se la sarebbe cavata e, cosa più importante, non sapevo che questa saga fosse famosa per il numero di morti. Probabilmente è anche questo che non ho previsto le morti iniziali, se inizi a leggerlo già sapendo che muoiono in tanti, te lo aspetti.

      Se vuoi provare a rileggerlo per me merita, soprattutto andando avanti con la storia. Non ti voglio però avere sulla coscienza Finrod, i libri sono molto lunghi e magari alla fine rimarresti con il tuo “mah” 🙂

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