Recensione di “Artemis Fowl” di Eoin Colfer

Aft

Mi rendo conto solo adesso quanto sia semplice scrivere delle recensioni di tipo negativo, viene molto più spontaneo e ci si fa decisamente meno problemi. Molto più complicato è quando si cerca di essere più obiettivi possibili, cercando sia aspetti positivi e negativi, specialmente se ci si trova di fronte ad un libro, o una serie di romanzi, che ormai si è arrivati a venerare.

Era un pomeriggio triste, dopo che io, un ragazzo al tempo tredicenne, l’avevo passato ad aiutare mia madre in negozio. Come premio per il mio impegno mi furono consegnati una decina di euro, che utilizzai per andare nel supermercato vicino e comprare un libro a mia scelta. Li trovai il primo romanzo della saga di “Artemis Fowl”, di cui mi piacque la trama scritta sul retro e che lessi nel restante pomeriggio. Fu l’inizio di una grande passione.

Sono ormai arrivato a considerare Eoin Colfer un genio. Nei miei anni di “prove”, per cercare di avere un mio stile nella scrittura, ho sempre tenuto in considerazione i suoi romanzi, per avere uno spunto quando non sapevo esattamente come scrivere certe parti dei miei racconti.

Sappiate che sarò profondamente e orgogliosamente di parte.

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Evviva! Ieri hanno legalizzato i matrimoni omossessuali in America! Colfer aspettami!

Trama:

Artemis Fowl a dodici anni è quello che si può definire un genio. Dopo la scomparsa del padre nell’Artico e la pazzia della madre sviluppata a causa l’evento, il giovane Fowl, si ritroverà a gestire un patrimonio di famiglia, non proprio pulito, che richiede continue attenzioni. Seguendo la scia delle leggende irlandesi, scopre l’esistenza del Piccolo popolo, creature fatate che vivono nascoste nel sottosuolo per sfuggire agli umani. Artemis elabora quindi un piano per impossessarsi della cosiddetta “pentola d’oro alla fine dell’arcobaleno”, una riserva d’oro immensa, che il Piccolo Popolo nasconderebbe da sempre. Nessuno è mai riuscito nell’intento, inoltre il popolo sembra essere parecchio pericoloso, dotato di una tecnologia avanzata e di poteri magici, a lui sconosciuti. Artemis dovrà quindi ingaggiare un gioco di intelligenza ed inganni, per rapire uno di loro e riuscire a riscuotere il riscatto.

Direi di partire subito con le cose positive:

  • I personaggi:

Artemis Fowl  verrà presentato fin da subito come il classico ragazzino viziato: ricco, intelligente fino ai limiti dell’umanamente possibile e, soprattutto, arrogante, tanto da pensare di non poter essere sconfitto. In realtà si scoprirà presto un lato debole di Artemis, di un ragazzino che ha perso entrambi i genitori e che disperato per la madre, non può fare nulla per lei.

Mi è piaciuta molto la scelta di mostrare non solo la sua spietatezza (perché lo sarà) e le sue capacità, insieme al suo lato meno amabile, del bambino costretto a crescere troppo in fretta e che annaspa, cercando di rimanere a galla.

Accanto ad Artemis, troveremo Leale, la sua guardia del corpo, un omone definito più volte come “un armadio”, con il compito di seguire Artemis ovunque vada e difenderlo da qualunque pericolo. Verrà mostrato come una persona molto forte, sia fisicamente che mentalmente, ma che può trovarsi in difficoltà e a volte essere perfino sconfitto. Per questo motivo, la sua sorte non sarà mai scontata e negli scontri più disparati, anche contro goblin o troll, terrà il lettore con il fiato sospeso.

Holly_short

Una fan art di Spinella tappo

Un altro dei protagonisti di questa storia è Spinella Tappo (si, la traduzione è un po’ quel che è, in inglese sarebbe Holly Short), l’elfo, anche se di piccola taglia, più simile ad una fatina, che Artemis malauguratamente rapirà. Spinella verrà presentata come l’unico componente della LEP (Libera Eroica Polizia), di sesso femminile. Un membro decisamente più intelligente di altri e determinata a fuggire dalle grinfie del suo rapitore. Questo personaggio, dopo Artemis, è uno dei miei preferiti, è il classico personaggio deciso, ma anche di buon cuore, che nel corso dei libri stringerà con il protagonista un legame molto profondo.

  • Il ridicolo

Nei libri di Eoin Cofer quasi tutto è ridicolo. Come la prendereste se vi dicessi che, i nani scavano gallerie mangiando la terra e poi espellessero tutto dietro di loro, defecandolo e scoreggiando l’aria in eccesso, definendo che, “liberarsi” nelle gallerie sia conforme al loro bon ton? Ebbene questo accade in “Artemis Fowl”.

Per quanto questo fatto possa sembrare ridicolo, viene spiegata da Colfer come se fosse la cosa più naturale del mondo, andando poi a rimandare ai libri di anatomia, se potesse servire a qualcuno. Vi posso assicurare che tutte queste informazioni vengono prese dal lettore con una insolita serietà. Nessuno mai si sognerebbe di mettere in dubbio che quella sia la vera natura dei nani.

disegno di pietro

I nani non sono per niente educati (disegno by Zobly, potete trovare altri disegni qui: https://www.facebook.com/pages/Zoblys-Art/637529522935388?fref=ts)

Questo elemento del comico e della ridicolizzazione, è sempre presente nei romanzi di Cofer. Non dimenticherò mai certe battute presenti nei suoi libri. Nel mio giro di amicizie, quando leggevamo questi libri assieme, alcune erano diventate dei tormentoni, capaci di farci ridere anche a diversi mesi di distanza della lettura.

Nel libri di Colfer ci si rattrista quando si deve, ma allo stesso tempo si ride e ci si diverte, quando la tensione scende. Oltretutto questi momenti non sono cercati, ma spontanei, tanto che non si ha la spiacevole sensazione che l’autore stia cercando in tutti i modi di far ridere, ma è come se si fosse assieme a lui, a ridere della situazione.

  • La tecnologia del piccolo popolo

La parte tecnologia è assolutamente molto curata, per quanto Colfer non se ne intenda, è stato in grado da zero di creare un sistema tecnologico, fregandosene (molto probabilmente) di qualunque riferimento a cose reali.

Nel libro ci saranno molte spiegazioni, anche abbastanza dettagliate, di strumenti assolutamente inventati e basati su principi “scientifici” dello stesso tipo. Anche in questo Colfer è stato geniale. Le sue spiegazioni sono semplici da capire e non sono mai noiose.

Leggeremo di capsule per risalire in superficie, utilizzando la forza data dalla lava, caschi in grado di farti sparire vibrando, pistole stordenti e con altre fantastiche funzionalità. Il tutto condito con una certa dose di magia, come per esempio il fascino, tecnica usabile dai leprecauno, in grado di incantare gli esseri umani.

L’invenzione che più mi è piaciuta, sono le ali dei leprecauni, che non sono “vere”, come si potrebbe pensare, ma delle ali tecnologiche, in grado di farli volare. Ci saranno infatti più scene, in cui Spinella Tappo se le toglierà, rimando impossibilitata al volo.

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Eoin Colfer ha trasformato le leggende: i leprecauni non hanno le ali come pensavamo

Punti negativi:

  • Il numero di libri e il finale

Colfer ha messo la parola fine alla saga ormai diversi anni fa, con un libro conclusivo, che ha però lasciato molte domande in sospeso e non era all’altezza degli altri libri (questa è la mia opinione). Francamente credo che ad un certo punto si sia stancato di parlare sempre dello stesso “mondo” e di questi personaggi, anche perché, tra un libro ed un altro di Artemis, ne ha scritti molti altri.

I libri sono otto, non è che siano troppi in generale (basti pensare ad Harry Potter), ma forse erano troppi per questo autore, che alla fine, ha scritto un settimo e ottavo libro in parte deludenti. Ha cercato, a suo modo, di dare un buon finale, che non è del tutto da buttare, ma che ha tradito più volte la sua stanchezza. Si sentiva che aveva voglia di concludere questo percorso iniziato.

artemisGli otto volumi

  • Clima bambinesco

Quando alle medie lessi questi romanzi, non me ne accorsi, ma rileggendoli ora, da adulto, mi rendo conto di come certe parti siano forse eccessivamente … infantili. Molte battute sono divertenti, a misura di adulto, certe invece, sono solamente stupide e non mi hanno strappato nemmeno un sorriso, ma scommetto che, se lette ad un bambino, lo farebbero piegare dalle risate. Eoin Colfer scrive per un pubblico giovane, ha deciso in coscienza di non affrontare certi argomenti e di utilizzare certe battute. Non posso del tutto classificarla come una cosa negativa, mi sembra però doveroso segnalarlo.

 

Se dovessi dare un voto a questa saga, sarebbe un otto. Senza il contributo degli ultimi due libri, probabilmente arriverebbe ad un otto e mezzo, ma d’altra parte, non posso essere troppo imparziale.

Questi libri mi hanno accompagnato per tutta l’adolescenza e in molti casi, ispirato. Li consiglio a tutte quelle persone che non hanno problemi ad immergersi in un mondo fatto a misura di bambino, capace di emozionare anche gli adulti, ricolmo di fantasia e colpi di scena. Eoin Colfer, ha forgiato il suo stile in anni e anni di scrittura, ottenendo grazie all’esperienza uno stile impeccabile e semplice. Lo considero un maestro, non solo del genere fantasy, ma anche di generi più reali e drammatici (ha scritto molti libri molto diversi tra loro).

Diversi, ormai troppi, anni fa, fu annunciato che avrebbero tratto un film da questa serie. Ora, dopo tanta attesta è stato annunciato che la Disney se ne occuperà. Spero vivamente che non lo trasformi in un prodottino, ma che sappia ricavare il suo potenziale appieno.
arton28489

Disney, non deluderci!

Ilchifu

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